Ansa, Napoli, 16 novembre

Non ha più senso ormai tacere sulla situazione del nostro Coetus fidelium «Sant’Andrea Avellino»  e dei rapporti con l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote. Tutti noi abbiamo accolto con gioia e sorpresa la bella notizia dell’Apostolato dell’ICRSS a Napoli presso la Chiesa dell’Arciconfraternita di S. Maria del Soccorso all’Arenella, sede del nostro Gruppo Stabile. Nessuno si aspettava, tuttavia, che questo comportasse automaticamente il divieto assoluto per i Sacerdoti che ci avevano seguito nell’ultimo anno e mezzo  (Don Giorgio Lenzi, Don Roberto Spataro e talvolta  Don Andrew Southwell) con il benestare del Cardinale Sepe di continuare a venire a Napoli almeno una domenica al mese. Ci sono fondati motivi per ritenere che tale odioso divieto sia partito da qualcuno in Curia dotato di notevole influenza e potere. Lo scorso 13 ottobre abbiamo inviato una lettera al Cardinale Sepe per chiedere un chiarimento ed un’udienza, senza però ottenere risposta alcuna. In maniera abbastanza curiosa, invece, la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, da noi informata per conoscenza, dopo appena sette giorni (complimenti per il record!), ci ha inviato una lettera priva di firma alcuna, dal significato invero alquanto oscuro e poco intelligibile. Essendo trascorso più di un mese e non avendo ancora ricevuto alcuna risposta da parte del Cardinale, il nostro Coetus si è fatto promotore di una assai pacata petizione, che ha raggiunto circa 50 firme, per chiedere pubblicamente al Cardinale Sepe di riceverci per poter trovare una soluzione pacifica, che ci consenta di poter continuare ad invitare a Napoli, eventualmente in un’altra Chiesa, due domeniche al mese i nostri Sacerdoti: pur ribadendo la nostra riconoscenza verso l’ICRSS e la nostra stima per Don Valadier e Don Braun, riteniamo che ogni tentativo di monopolizzare la Messa tradizionale e di creare una riserva indiana, seppur sotto l’ICRSS, per i fedeli legati all’antico Rito sia del tutto contrario alla  mens di Benedetto XVI espressa nel motu proprio «Summorum Pontificum»

Link all’articolo dell’Ansa

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6 pensieri su “Ansa, Napoli, 16 novembre

  1. Carissimo, quel che accade a Napoli pare essere un riflesso della politica odierna del Vaticano. Visto che nella mia citta` c’e` una parrocchia FSSP, ora quasi nessuno ci permette di avere liturgie tradizionali altrove. Comunque, continua a combattare la buona battaglia! Maria Santissima e S. Andrea intercedano per te.

  2. Ho letto sia questo post che la notizia Ansa, ma molte cose non sono affatto chiare:

    1) i preti francesi, da chi e con quale autorità erano stati invitati a Napoli?

    2) chi esattamente e con quale autorità ha emesso il divieto assoluto agli altri preti?

    3) chi e quando ha formalmente ricevuto tale divieto assoluto?

    4) il divieto assoluto era su carta o a voce o altro mezzo?

    5) se la lettera dell’Ecclesia Dei è priva di firma non c’è nessun problema a pubblicarla, perché non la pubblicate?

    6) la menzione della ricerca di una soluzione “pacifica” sottintende una guerra già in corso? se sì, chi sono esattamente i partecipanti di questa guerra?

    7) per quale motivo questo post e la notizia Ansa hanno finora taciuto le risposte alle domande da 1 a 6?

    Ringrazio anticipatamente.

    • Salve. Rispondo alle sue domande:
      1) i preti francesi dichiarano di essere stati invitati a Napoli dal Cardinale Sepe, per quanto ci risulti che siano stati loro a richiedere al Cardinale un apostolato a Napoli. Non ci è mai stato possibile vedere l’atto della Cancelleria Arcivescovile che legittima tale apostolato. Il nostro Gruppo Stabile si trovava benissimo con Don Giorgio Lenzi e con Don Roberto Spataro e non ha mai chiesto di poter beneficiare dell’apostolato dei sacerdoti francesi.
      2-4) il divieto assoluto agli altri preti, in quanto del tutto arbitrario è illegittimo, risulta essere stato “emanato” da uno dei Vescovi ausiliari già distintosi in passato nell’opera di boicottaggio dell’applicazione del motu proprio Summorum Pontificum, ovviamente a voce. Tale divieto è stato comunicato ai rappresentanti del Gruppo Stabile dai preti francesi, ai quali avevamo confidato il nostro ardente desiderio di poter continuare ad invitare almeno una domenica al mese i nostri Sacerdoti, ingiustamente cacciati via.
      5) non escludo di pubblicarla appena possibile.
      6) sì. L’espressione “soluzione pacifica” era stata giù utilizzata da me e dagli altri rappresentanti del Gruppo Stabile in una lettera inviata al Cardinale Sepe il 13 ottobre scorso, alla quale non è pervenuta risposta alcuna. Le squadre in campo in questa partita sono: il Gruppo Stabile; la Curia ostile; il Cardinale, che si spera sia all’oscuro delle manovre curiali; i sacerdoti francesi, che si spera difendano il motu proprio summorum Pontificum e il diritto di tutti Sacerdoti a celebrare la Messa tradizionale anche laddove sia presente il loro apostolato.
      7) quanto all’Ansa, non ne ho idea (l’articolo non l’ho scritto io). Nelle nostre lettere siamo stati molto precisi e dettagliati. Speravamo non fosse necessario giungere ad una petizione pubblica. Purtroppo così non è stato.

  3. Il nostro cœtus senza peli sulla lingua combatte la giusta battaglia della piena libertà del rito antico; e del rispetto di ogni fedele senza fare preferenze di serie “A” e di serie “B”. Tutti i fedeli sono uguali. Mi chiedo com’è possibile che mentre si dialoga con tutti, si invita gente a pregare come vogliono in casa propria, e quanto ancora c’è .. i poveri fedeli del rito antico danno fastidio. La tanto cara misericordia a quanto pare non è per tutti. Almeno dovrebbe far capire che trattare con poca misericordia dei fedeli non è da buoni “cattolici”. Alla fin fine, poi, questi poveri tradizionalisti che stanno sullo stomaco a un po’ di gente che male fanno? .. boh .. a saperlo .. so pure loro figli della Chiesa. A Maronn c’ accumpagn a tutt quant ! ;D

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