S. Messa in Rito Domenicano a Napoli: alcune foto

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Dopo aver assistito alla S. Messa in Rito Domenicano celebrata domenica scorsa (22 maggio) a Napoli  – presumibilmente per la prima volta dopo circa 50 anni – nella nostra bella Chiesa dell’Arciconfraternita di S. Maria del Soccorso all’Arenella, non si può che lodare e ringraziare la Santissima Trinità per il grande dono concessoci.

Grazie di cuore a Padre Réginald-Marie per la sua disponibilità e per la passione che ha ben saputo trasmettere ai fedeli per la liturgia che fu celebrata da San Domenico e San Tommaso d’Aquino; un ringraziamento va anche ai ministranti Giovanni, Giancarlo e Diego per il prezioso aiuto e la notevole bravura dimostrata nel mettere in pratica le difficili rubriche del rito domenicano.

Un fedele presente ha pubblicato sul blog “Sentinelle Vesuviane” un dettagliato e piacevole resoconto della celebrazione, che riporto di seguito. Aggiungo alcune foto. Ci auguriamo di riuscire ad organizzare, almeno saltuariamente, altre celebrazioni simili.

Il prossimo appuntamento è previsto per domenica prossima, 29 maggio 2016, solennità esterna del Corpus Domini, Chiesa dell’Arciconfraternita del Soccorso all’Arenella: ore 17:30 S. Rosario; ore 18:00 S. Messa cantata celebrata da Don Roberto Spataro, SDB.

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Dal blog Sentinelle Vesuviane:

Rito Domenicano

“Week end di fuoco per i figli di S. Domenico a Napoli: sabato scorso, nel Convento di S. Domenico Maggiore, Convegno sull’Attualità del diritto Naturale, domenica invece S. Messa cantata in rito domenicano nella Chiesa di S. Maria del Soccorso. Diciamo subito che più proviamo ad approfondire la nostra conoscenza di S. Madre Chiesa e più dobbiamo confessare la nostra ignoranza. Fino ad una settimana fa non sapevamo neppure che esistesse un rito domenicano. Con la frenesia degli studenti di notte prima degli esami abbiamo provato a colmare questa lacuna, ed è venuto fuori un rito di celebrazione della Messa che affonda le sue radici nel XII secolo (e quindi è stato il rito di Alberto e Tommaso). Vantando quattrocento anni di anzianità fu riconosciuto valido al Concilio di Trento, e quindi rimase in vigore fino al Novus Ordo del 1969, quando l’ordine dei predicatori decise di sopprimerlo. Risorto nella fraternità di domenicani tradizionali di Chemere le roy, nella valle della Loira, in comunione con Roma e riconosciuti dalla commissione Ecclesia Dei, viene attualmente celebrato saltuariamente anche a Roma e in altri luoghi della cristianità. La ricerca in rete di un messalino per saperne di più ci ha portati a scaricare gli 80 MB del messale riportato in figura, risalente agli ultimi anni del 500. Il proprio della Messa, per l’amore e la cura messi nella sua redazione e nella stampa, meritano di essere diffusi. Veramente ai limiti dell’estetismo, anche se ancora un pelo di qua, questa rubrica.imponito

Imponito pede, recita la didascalia. Cosa vuol dire? Il celebrante è tutto proteso verso l’Alto, sta per essere risucchiato nel mistero, e si prepara con tutto il corpo, piede incluso, a rispondere SI’ all’abbraccio della Croce. Il rito domenicano è caratterizzato da una certa asciuttezza delle rubriche rispetto al tridentino, offre contemporaneamente il pane e il vino ed è privo dell’ultimo vangelo. Inoltre, partendo dall’assunto che nei conventi ci dovrebbe essere una certa disponibilità di personale, prevede l’actuosa participatio di un buon numero di ministri, dei quali due muniti di candele accese, con spostamenti sincroni di cinque persone che assomigliano ad un vero e proprio balletto sacro. Con queste premesse, ci siamo recati in Chiesa con buon anticipo, e sul sagrato siamo stati letteralmente asfaltati da un’autocolonna di Suore Francescane dell’Immacolata, una quindicina in tutto, che provenivano da Frigento. Rosario, Adorazione Eucaristica, Aspersione dei fedeli, e poi è iniziata la Messa celebrata dal  Pé. Réginald-Marie Rivoire, pienamente assorbito nel suo ruolo di alter Christus. Con tanto celebrante i ministri si sono impegnati al massimo, seguiti dai cantori e anche dal popolo, tra l’altro insolitamente numeroso. Naturalmente non c’era stata la possibilità di provare, ma S. Tommaso e S. Domenico hanno fatto sì che tutto andasse per il meglio. L’omelia merita un articolo a parte, al quale vi rimandiamo.”

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