Dai nostri fratelli greco-cattolici in Ucraina

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Riprendo da Paix Liturgique la traduzione italiana di un interessante riflessione del Nunzio Apostolico in Ucraina, l’Arcivescovo Thomas E. Gullikcson :

 […] Anche quest’anno in Ucraina, ho avuto il privilegio di celebrare il Natale sia secondo il Calendario Gregoriano (25 dicembre), sia secondo quello Giuliano (7 gennaio). Spero che il Sinodo pan-ortodosso nel 2015 affronterà l’importante questione del calendario e che tutti noi potremo finalmente santificare l’anno con grandi feste negli stessi giorni. Nel frattempo, mi sono personalmente arricchito grazie ad entrambe le esperienze. Questo significa per me un incontro molto più intenso con la liturgia bizantina a Natale, anche quest’anno, come celebrata dalla Chiesa greco-cattolica ucraina.

In un tempo ancor più breve del già breve intervallo della mia vita, il Rito Romano ha in parte dimenticato la nostra tradizione millenaria di pregare tutti insieme rivolti verso Cristo, cosa che non è stata persa nella tradizione bizantina. E’ in questi momenti che capisco molto chiaramente quanto abbia perso la parrocchia media cattolica romana. E, come ogni parroco laborioso può affermare, la liturgia, anche se è “fonte e culmine”, non esaurisce il problema.

La catechesi è stata gravemente trascurata in questi decenni, causando direttamente o comunque contribuendo al lassismo, e comunque non si può negare che lo stile discorsivo della maggior parte delle liturgie parrocchiali sia diseducativo. Ogni bambino vi dirà che la liturgia contemporanea è fatta da un Sacerdote di sabato o di domenica, con o senza l’aiuto delle signore della commissione liturgica, che non sanno quasi nulla di ciò che la Chiesa ha sempre e ovunque creduto e insegnato.

Sono profondamente grato di poter celebrare la Messa qui nella cappella della Nunziatura, nel rispetto delle rubriche, ad orientem. La maggior parte dei sacerdoti e dei vescovi, con un po’ di studio e di auto-spinta per superare l’inerzia, sarebbe meravigliosamente sorpresa dai benefici di questo piccolo cambiamento. Ovviamente, molto di più deve essere fatto. In mancanza della celebrazione regolare e degna della Forma Straordinaria del Rito Romano, credo che si potrebbe dire che qui in Ucraina si può anche trarre arricchimento reciproco dall'”altro polmone”, che in questo caso è la ricca tradizione bizantina.

Preghiamo che il Signore ci mostri la sua misericordia e faccia risplendere il suo sguardo su di noi dall’alto!“.

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